Storia


Willy HorbertNel corso dei suoi cinquant’anni di vita il Boxe Club Ascona non ha mai modificato questo modo di interpretare lo sport: avvicinare i giovani alla palestra, aiutarli a migliorare il loro fisico, agevolare la carriera agonistica dei migliori. Il sogno, come sempre accade in queste occasioni, è stato quello di creare un campioncino: progetto ambizioso ma non impossibile da realizzare. La società ha sempre operato in campo dilettantistico, ma in periodi diversi si è affacciata anche al professionismo. Come non ricordare l’epopea di Hichen Dahmani che si è battuto anche per un titolo intercontinentale. Poi sono arrivati Ferrazzo, i fratelli Lauri, Alexander Vetoux, Sabina Ritter: riunioni di grandissimo interesse e spettacolarità che, anche grazie alla TSI, hanno fatto conoscere il nome del club in tutta Europa. Infine non dobbiamo dimenticare che sul ring di Ascona ha combattuto anche un campione della statura di Maurizio Stecca. In data 13 dicembre 1999 è stata lanciata la prima pagina Web di Boxe del Cantone Ticino, il Boxe Club Ascona Web, con un ottimo riscontro della stampa. (vedi articoli)

Dahmani MichelLa difficoltà nel reperire fondi ha limitato l’attività organizzativa nel 2003. Però il Boxe Club Ascona è riuscito ad allestire tre riunioni di buon livello. Inoltre il prestigio del club ha consentito all’allenatore Federico Beresini di portare i suoi pugili su tutti i ring della Svizzera ed in parecchi paesi europei, permettendo così ai ragazzi di maturare una buona esperienza. La società, insomma, si è costruita una serie di relazioni che hanno dato frutti importanti, come dimostrato, ad esempio, dalla partecipazione di Roberto Belge ai campionati europei.

Proprio a Roberto Belge è toccato il compito di riportare la boxe professionistica ad Ascona. Nel 18 dicembre 2004 ha esordito positivamente nella categoria superiore. Per il 2006 sono già previsti diversi appuntamenti e sulle sue orme, corrono dei ragazzi per un paio dei quali è possibile prevedere per il futuro il passaggio al professionismo.

Ascona insomma, fiore all'occhiello del pugilato professionistico Svizzero.

Uno stralcio dell'articolo apparso sul giornale "Eco di Locarno" del 6 marzo 1971:

Entriamo ora in contatto con i problemi attuali (che non sono pochi). Willy Horber che può legittimamente considerarsi il padre della Boxe asconese, ricorda con non poca amarezza che nel giro di otto anni si è passati da trenta pugili agli otto attuali. Perché? A nostro avviso c'é molta incomprensione alla base di questo fenomeno. La Boxe è vista unicamente come spettacolo di violenza ed il pugilato professionistico né è la principale causa. Fungendo nella circostanza da propaganda controproducente ed il profano la considera un'autentica scuola di violenza. Preconcetto
assolutamente errato. Il pugilato è, semmai scuola di autocontrollo: chi lo pratica impara a dominarsi, in ogni circostanza. Chi guardasse al pugilato come all'occasione tanto attesa (legittimata dalle regole del gioco) per dar libero sfogo aOld picture BCA Team repressi istinti di violenza, prenderebbe un grosso granchio. Il pugilato non è solo forza: diciamo che la prestanza fisica c'entra nella proporzione di un terzo. I rimanenti due terzi sono dati dall'intelligenza (e da questa deriva la tecnica) e dalla velocità (d'esecuzione e di riflessi). Pensare di risolvere un combattimento facendo leva unicamente sulla possenza dei bicipiti significa, inevitabilmente, buscarle sode. Il Boxe Club Ascona, formato da pochi ma veramente buoni, è paragonabile a un nucleo etnico che si trova a vivere in un mondo che non è il suo, circondato dalla diffidenza (che deriva solitamente da il non sapere) e della assoluta incomprensione. Costretti ad allenarsi in uno scantinato, questi ragazzi e i loro appassionati e competentissimi allenatori, Willy Horber e Giuliano Mazzi, chiedono solo di venire accolti, senza riserve, nella grande famiglia degli sportivi. Ché di sportivi autentici si tratta! Di questi e di altri problemi ancora abbiamo parlato con quelli che sono i pilastri della società: il presidente, ing. Felix Flachsmann, Willy Horber e Giuliano Mazzi.